La legge sulle locazioni
La Legge n. 431 introduce il contratto agevolato 3+2, alternativo al contratto libero 4+4, collegandolo agli Accordi definiti sul territorio.
Confronta il contratto libero 4+4 con cedolare secca al 21% e il contratto concordato 3+2 con cedolare al 10% e riduzione IMU del 25%.
Il confronto usa lo stesso canone mensile.
Importante: il risultato è utilizzabile solo come simulazione. Per beneficiare delle agevolazioni il contratto deve rispettare l’Accordo territoriale e, quando non è stipulato con l’assistenza delle organizzazioni firmatarie, deve ottenere l’attestazione di rispondenza. Aliquote e condizioni vanno verificate per Comune e anno.
I contratti concordati nascono per creare un equilibrio tra la sostenibilità del canone per l’inquilino e la convenienza fiscale per il proprietario. Il loro funzionamento si basa sugli Accordi territoriali sottoscritti localmente dalle organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini.
La Legge n. 431 introduce il contratto agevolato 3+2, alternativo al contratto libero 4+4, collegandolo agli Accordi definiti sul territorio.
Il Decreto ministeriale del 16 gennaio 2017 aggiorna criteri, modelli contrattuali e modalità per verificare la conformità del canone e delle clausole.
Fasce, parametri, maggiorazioni e condizioni cambiano da Comune a Comune: non è sufficiente indicare nel contratto la dicitura “canone concordato”.
Se il contratto non viene stipulato con l’assistenza delle organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini firmatarie dell’Accordo territoriale, la rispondenza economica e normativa deve essere attestata da almeno una delle organizzazioni firmatarie.
L’attestazione conferma che canone, superficie, zona, caratteristiche dell’immobile e clausole rispettano l’Accordo applicabile ed è necessaria per accedere alle agevolazioni fiscali previste, tra cui cedolare secca ridotta e beneficio IMU, quando spettanti.
Il contratto a canone concordato può offrire al proprietario una tassazione più favorevole rispetto alla locazione libera, mantenendo regole chiare su durata, rinnovo e determinazione del canone.
Quando ricorrono i requisiti, l’imposta sostitutiva scende dal 21% al 10%.
L’IMU determinata applicando l’aliquota comunale è ridotta al 75%.
Tre anni iniziali, con proroga di due anni nei casi previsti dalla legge.
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